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Stemma dell'antica Terra di Quaglietta PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 30 Dicembre 2008 12:02

Consultando La Cronaca Conzana, manoscritto inedito del 1691 che trovasi presso la Curia Arcivescovile di Sant'angelo dei Lombardi, e aprendola al capitolo nono che è quello che riguarda la Terra di Quaglietta, ho trovato sulla prima pagina del capitolo, disegnata a mano con inchiostro nero, la riproduzione di uno stemma gentilizio, cioè quello che doveva essere lo stemma araldico della Terra di Quaglietta.

Stemma della Terra di Quaglietta
Questo stemma presenta come insegna un insieme di immagini che sintetizzano, nel loro complesso, i vari momenti storici di questa località, di cui quello stemma tenta addirittura di suggerire la spiegazione dell'origine del nome, cioè esprime un ingenuo tentativo, assai popolare in verità, di dare l'etimologia del nome di Quaglietta, che, secondo l’idea di chi tracciò quello stemma, significherebbe "Piccola Quaglia".

Io non condivido affatto una tale spiegazione che sa di semplicistica immaginazione, nata "a posteriori" e dovuta al popolo, la cui cultura, dati i tempi, non poteva elevarsi all’etimologia classica di Aqua electa. Quel disegnatore, ascoltando la voce popolare, inserì tra i simboli dello stemma la figura di una piccola quaglia, immersa nella steppaglia ai piedi del castello il quale resta l'elemento caratterizzante di tutto l'insieme delle figure ivi rappresentate. La stessa citata Cronaca dice: "La Terra della Quaglietta ha per impresa (insegna) un castello".

 

Pertanto al di sopra della figura di quello spaurito uccello, è riprodotta la grossa torre del castello, ossia il mastio: al di sopra di questo mastio si elevano slanciate tre piccole torri merlate, su ciascuna delle quali sta sospesa una stella. Il mastio riproduce la forma rotonda che esso aveva prima che il barone Marco Antonio Rossi lo facesse demolire e lo facesse ricostruire di forma quadrata, forma che ha conservato fino ai nostri giorni. L'antico mastio è riprodotto sullo stemma con un grosso portale alla base. Quel mastio appare costruito con pietre rettangolari disposte in modo asimmetrico. Sulla cima del mastio, come ho detto, si elevano tre torri merlate poste come corona, sormontate da tre stelle, come simbolo di buona fortuna.

L'intero stemma è racchiuso in uno scudo falcato, sul quale in alto appare la scritta "TERRA DI QUAGLIETTA". La figura di questo stemma richiama quello dello stemma di Senerchia antica. Come sullo stemma di Senerchia compaiono le tre torri ciascuna sormontata da una stella raffiguranti i castelli di Senerchia, di Quaglietta e di Colliano, appartenenti a quei tempi allo stesso barone, così su quello di Quaglietta ricompaiono le tre torri con tre stelle. Si può dire che venne mantenuto e rispettato il motivo comune sempre ricorrente negli stemmi del tempo nei tre feudi di Senerchia, di Quaglietta e di Colliano; motivi che si fondano sull’efficienza della fortezza del castello e sulla buona fortuna che doveva venire dalle stelle. Un tale motivo è ripreso nel terzo elemento raffigurato al di sopra dello scudo, dove appare disegnato un elmo con celata, simile a quello che portavano i crociati: questo elmo ha sulla cima tre penne di uguale grandezza. Come si vede ancora "tre elementi", piantati su di una stessa base, formano e suggeriscono il richiamo ad una unità feudale del passato, il cui ricordo è rimasto vivo nell'emblema dei comuni di oggi.

La lettura di questo antico stemma appare semplice e chiara, facilitata dalla presenza del mastio del castello che ne è il simbolo più significativo e più importante. Questa importanza di significato deriva anche dalla merlatura a coda di rondine posta sulle tre torrette. Un'ulteriore importanza di simbolo ci viene data dall'elmo decorato con un cimiero a tre penne posto al di sopra dello scudo in positura di “pieno profilo a destra”, che, come spiega la scienza araldica, conferisce allo stemma il valore di "distinta civiltà". Però la presenza dell'elmo fa sì che quello stemma non debba ritenersi il simbolo di una "Terra", giacché una "Terra" non può avere nel suo stemma un elmo. Ora se lo stemma di una "Terra" presenta un elmo vuol dire che esso è uno stemma che in araldica si dice "composto", che si ha quando i simboli sono costituiti da due differenti”arme” riunite in un unico stemma. Nel caso del presente stemma si può pensare che il feudatario del tempo abbia inserito, come spiega la scienza araldica, lo stemma della "Terra di Quaglietta" nel suo stemma familiare. Il che complica ancora di più la cose, per cui possono essere vere tutte e tre le possibilità: può essere cioè uno stemma della Terra di Quaglietta alterato; può essere lo stemma del feudatario del tempo; può essere uno stemma composito.

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Dicembre 2008 12:27
 

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