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Attacchi Saraceni e ubicazione storica del Castello di Quaglietta PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 28 Dicembre 2008 19:09

I Saraceni rappresentarono nel MedioEvo un pericolo costante per le popolazioni cristiane. Gli attacchi dei Saraceni erano diretti particolarmente contro i centri più importanti della Cristianità. Fu in questo contesto storico che si inserì la nascita di Quaglietta e di molti altri centri forniti di castelli protettori.

Quaglietta nacque quindi da un’esigenza di ordine militare, da una necessità cioè di creare un punto di sbarramento contro i feroci attacchi portati dalle orde saracene nei paesi della Valle del Sele. I Saraceni infatti, sbarcati sulle coste tra Salerno e Paestum, si lanciavano nell'interno luogo il corso del Sele saccheggiando e rapinando. Meta delle loro incursioni era la città di Conza della Campania, posta nella valle dell'Ofanto, capitale di un vasto gastaldato longobardo e sede di una delle più antiche arcidiocesi metropolitane. Le popolazioni della valle del Sele e il Principato di Salerno dovevano, per la propria sopravvivenza, fermare ad ogni costo la terribile avanzata dei Saraceni, respingerli con decisione e ributtarli a mare. Occorreva bloccarli con una serie di opere difensive resistenti e imprendibili. La realizzazione dei castelli lungo tutta la Valle del Sele fu un'idea brillante e certamente pratica; i castelli di Contursi, di Colliano, di Valva, di Santomenna, di Laviano, di Castelnuovo di Conza, posti sul lato sinistro del Sele, e di Caposele, di Calabritto, di Senerchia e di Oliveto Citra, posti sul lato destro, costituivano una lunga linea difensiva abbastanza solida, in grado di respingere certamente qualsiasi attacco nemico. E' a questo punto che viene alla ribalta della storia locale il nome di Quaglietta, località che da allora in poi acquisterà importanza notevole per il valido contributo che porterà alla lotta contro i Saraceni.

 

Saraceni

 

Nacque così il castello di Quaglietta, un baluardo insuperabile, fortezza granitica e solida, che per lungo tempo sosterrà da sola la forza d'urto delle armate nemiche. Quel castello ebbe un compito assai oneroso: esso doveva garantire la sicurezza alle popolazioni della valle, dare agli altri castelli il tempo di prepararsi e di accorrere. Certamente quel castello, posto lungo la via che mena a Conza, dissuase i Saraceni dal tentare altri attacchi. Finalmente la gente potava disporre di un luogo sicuro. L'alta valle del Sele dovette in gran parte la sua salvezza a quella fortezza. Fu per questo che nacque quel castello di Quaglietta, uno dei più belli che il medio evo sia riuscito ad esprimere nella nostra valle. Fu così che intorno a quel castello nacquero le prime case che poi formarono il nucleo dell'abitato di Quaglietta, la quale nacque come espressione di un impegno collettivo, dettato dalla necessità e dalla volontà di sopravvivere, di superare le forze avverse. Così in un clima di maggiore tranquillità, in uno stato di relativa pace, proprio lì si raccolse quella laboriosa comunità di agricoltori, i quali stretti intorno a quel castello, si sentivano più sicuri e più protetti. La scelta del luogo per realizzare quello sbarramento non potava essere più felice: la natura stessa aveva posto proprio lì un grosso spuntone di roccia compatta, un rilievo granitico montuoso solido che si innalza solitario, che sembra collocato lì da un mostro titanico e lì dimenticato da millenni, come se avesse voluto lasciare ai tardi nipoti un dono prezioso che solo col passare dei secoli è apparso nella sua piena utilità. Esso si trova al centro di due avvallamenti naturali: uno meno ripido si estende a ponente per risalirle poi a mano a mano fino a raggiungere il vicino paese di Senerchia, paese che è posto in alto rispetto a Quaglietta; l'altro invece, posto a levante, è molto ripido, scende a picco e domina la sottostante valle percorsa dal fiume Sele, che scorre tra verdeggianti rive ricche di vegetazione costituita da arbusti, cespugli, pioppi, salici, ed ha di fronte, allineati alla base dei monti, i ridenti comuni di Valva e di Colliano con sovrastante borgata di Collianello, posti sull’altro lato della valle. L'importanza del territorio di Quaglietta è dovuta anche alla presenza del fiume Sele che attraversa buona parte del suo demanio. Non si può perciò parlare di Quaglietta senza parlare anche del Sele, il fiume che è sempre stato l’orgoglio della popolazione della nostra valle e che ora invece sta morendo, avvelenato, inquinato, distrutto dai rifiuti e impoverito dai continui prelievi dei vari acquedotti che hanno finito con l'esaurire anche i suoi affluenti ridotti ormai a rigagnoli.

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Dicembre 2008 19:18
 

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